LA CALLIGRAFIA DAMASIANA




Papa Damaso ascese al soglio di Pietro nel 366. Un periodo non semplice per la Chiesa delle origini, all'epoca in preda a forti tensioni sul fronte delle eresie. Nel ribadire la supremazia della sede apostolica romana, Damaso può essere considerato il primo papa mecenate della storia. Preoccupato di preservare al meglio i luoghi di sepoltura dei primi martiri cristiani, fece eseguire lavori di restauro e di ampliamento di molti siti cimiteriali. 



"Tra questi ricordiamo, su tutti, la cappella papale del cimitero di San Callisto. Papa Damaso si dedicò inoltre al rinvenimento e all'identificazione delle reliquie dei martiri cristiani che, successivamente, fece collocare nei cimiteri cristiani di Roma. 

"Dilettandosi anche di poesia, il pontefice compose diversi "carmina" in onore dei martiri a cui si preoccupava di conferire degna sepoltura. A tal proposito, incaricò il suo calligrafo Furio Dionisio Filocalo di ideare un particolare tipo di calligrafia attraverso la quale trascrisse sulle lapidi martiriali le sue composizioni. 


Tale calligrafia è pertanto detta Damasiana o Filocaliana. Riconoscibile per i caratteri capitali molto eleganti e a volte con colorazione rosso-nera, la calligrafia damasiana accompagna di solito una composizione poetica in esametro. Quando ci si imbatte in un esemplare di lapide con epigrafe in caratteri damasiani, possiamo quindi affermare con molta probabilità di essere in prossimità di una tomba nella quale riposa un martire.

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