PUNTI DI VISTA: Panorami Romani nelle incisioni di Piranesi




L'arte incisoria di Giovanni Battista #Piranesi ha conosciuto ben pochi rivali nel corso di un Settecento durante il quale cominciava a prendere forma il cosiddetto sapere didascalico.
Il maestro veneto, in particolar modo nella prima fase della sua ampia produzione artistica, ebbe fortuna attraverso la raffigurazione delle vedute di Roma, alle quali seppe magistralmente infondere un gusto tipicamente in linea con le mode dell'epoca: il lavoro di fantasia, in alcuni casi integrale, nella collocazione delle antiche vestigia, il capriccio e la maestosità nella loro trasposizione su stampa oltre a una certa teatralità che già sembrava quasi preludere allo spirito che avrebbe caratterizzato i decenni iniziali del secolo successivo.


Tuttavia Piranesi fu anche molto altro: architetto e conoscitore della lingua latina, non si accontentava di offrire solamente una riproduzione capricciosamente fantasiosa del monumento, come la "sensiblerie" rococò imponeva, ma, nel corso del tempo, affinò una sempre più accurata fedeltà al particolare realistico, al dettaglio, alla forma architettonica che lo portarono con crescente frequenza a sconfinare nel rilevamento "archeologico" vero e proprio ( termine ovviamente da prendersi con le relative cautele, considerata l'epoca in cui Piranesi operò).


All'interno di questo post abbiamo inserito una carrellata per così dire stile "ieri e oggi" per poterci rendere meglio conto di quanto il lavoro di Piranesi fu, al tempo stesso, fedele ai particolari della realtà rappresentata e fantasiosamente elegante. Ma soprattutto per renderci conto di quanto, a distanza di quasi 240 anni dalla sua morte, le vedute, pur avendo spesso cambiato contesto, non hanno mutato nè la loro bellezza e tantomeno la loro maestosità.





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