MICHELANGELO: Cinque particolari misteriosi (e affascinanti) della Volta Sistina


Michelangelo Buonarroti fu un genio a 360 gradi e come tutte le persone dotate di genialità, doveva probabilmente far coesistere, all'interno della propria personalità, una rara e particolare complessità di stati d'animo che, inevitabilmente, finiva per riflettere sulla sua produzione artistica. Alcuni lati della vita privata di Michelangelo rappresentano ancora oggi un mistero. Si è parlato di feroce critica nei confronti di quello stesso potere che ne rappresentava la committenza, di ateismo, di blasfemia, di una presunta omosessualità, di un amore platonico o meno intrecciato con la poetessa Vittoria Colonna. 

"Puoi comprare il mio tempo ma non la mia mente" (Michelangelo)


Il dato certo è sicuramente uno: Michelangelo è stato un uomo di una levatura artistica ed intellettuale superiore alla media. Una mente di rara genialità che, nella propria produzione artistica, si è potuto permettere di criticare più o meno velatamente anche l'austera committenza pontificia, molto spesso espressione di un potere fastoso e dorato soltanto nella facciata il quale, all'epoca, nascondeva aspetti spesso inquietanti e di gran lunga opposti agli ideali pubblicamente dichiarati.  

Buonarroti ha forse tentato di lanciare qualche "messaggio nella bottiglia" all'interno di cicli molto complessi sia dal punto di vista figurativo sia da quello concettuale come nella Volta della Cappella Sistina e nel Giudizio Universale? Una finissima critica nei confronti del papato dei suoi tempi, sfavillante nelle forme, intransigente nell'applicare i dettami della Controriforma ma estremamente corrotto nel suo interno e nei costumi? Una ferma denuncia della sua terrena umanità e dignità di artista laico più onorevole un potere che preferisce ingannare un popolo ignorante ed inerme? 

La risposta è praticamente impossibile e non spetta a noi darla. Tuttavia sfruttando uno studio svolto mesi fa sui due cicli michelangioleschi della Sistina per una visita di gruppo, ho trovato, all'interno di essi, alcuni particolari interessanti e, volendo, anche misteriosi che mi piacerebbe condividere. Il tutto senza alcuna pretesa di critica ma soltanto come omaggio al genio e alla persona di Michelangelo Buonarroti che, con tutte le sue contraddizioni, emana ancora oggi un fascino irresistibile.  



La Separazione della luce dalle tenebre

E'il primo affresco da guardare dal punto di vista dell'altare ma l'ultimo che Michelangelo realizzò per la volta. In essa è rappresentato il Dio Padre, con una folta barba bianca, ma con il volto poco definito, come se guardasse altrove. Questa figura risulta però avere degli elementi androgini spiccati, come il seno e i capezzoli molto pronunciati.


La creazione degli astri e delle piante

Il Dio Padre, sulla destra, ha un volto severo e i suoi gesti appaiono rigidi (braccio alzato, volto corrucciato) come se la Creazione fosse un atto violento. La figura di sinistra (la Sapienza?), di spalle, ha il posteriore completamente scoperto.


La Separazione della Terra dalle acque 

Il putto sulla sinistra infila con indifferenza una mano nella veste del Creatore



La Creazione di Adamo

Ed eccoci nella scena cardine della Volta: la Creazione di Adamo. Soprassedendo sulle molteplici chiavi di lettura di questo affresco, il Dio Padre, sulla destra, è inserito in un'ideale nuvola, ottenuta col drappo svolazzante, nella quale sono presenti dodici putti. Egli è visibilmente abbracciato ad uno di questi che ha chiaramente dei connotati efebici senza presentare accenno di seno. L'indice della mano sinistra del Creatore va inoltre come a carezzare il corpo nudo di un putto.


Il profeta Geremia

Nella parte laterale del grande affresco, accanto alla separazione della luce dalle tenebre, si trova la figura di Geremia, il profeta delle Lamentazioni, diverso per posa e introspezione psicologica rispetto agli altri veggenti della Volta. Parte della critica ha voluto vedere in questa figura l'autoritratto di Michelangelo stesso, pensoso e malinconico, poichè consapevole che dietro la sfarzosa ed aurea facciata del papato si nascondesse, in realtà, un mondo sommerso e moralmente corrotto.

(Continua...)






 

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