LUI, LEI, L'ALTRO: Alessandro VI, Giulia Farnese e Pintoricchio. Arte e scandali nella Roma dei Borgia


Frammento "Madonna" - Pintoricchio - Investitura divina di Alessandro VI (1492-93 .ca)


Il post prende spunto dalla mostra "Pintoricchio pittore dei Borgia", allestita all'interno dei Musei Capitolini di Roma, dove sono esposti due frammenti della distrutta "Investitura divina di Alessandro VI (1492-93 .ca)"

Frammento "Bambino" - Pintoricchio - Investitura divina di Alessandro VI (1492-93 .ca)

In fondo si tratta solamente di due frammenti. Due frammenti che, dal punto di vista iconografico, durante il Rinascimento, hanno avuto tanti simili. Eppure questi due piccoli affreschi hanno destato così tanto interesse da allestirci attorno una mostra. Come mai? Effettivamente la storia di questi due, stupendi, frammenti è molto particolare e ruota intorno a tre protagonisti vissuti alla fine del Quattrocento....conosciamoli meglio!



Alessandro VI - Pintoricchio - affresco - Appartamento Borgia


ALESSANDRO VI 
Il famosissimo cardinale spagnolo Rodrigo Borgia venne eletto papa a 60 anni, nel 1492, col nome di Alessandro VI. In tempi in cui la Santa Sede non brillava per santità dei costumi, rispecchiò in pieno la propria epoca. Da cardinale aveva ricoperto parecchi incarichi importanti ma era ben conosciuto per lo stile di vita spregiudicato, dedito al lusso e alle belle donne. Ancora oggi si ricordano le feste senza freni che organizzava nel palazzo Cesarini-Sforza. Lunga era poi la lista delle sue amanti. Pur essendo un porporato, aveva avuto quattro figli da Vannozza Cattanei: il sanguinario Cesare detto il duca Valentino, Giovanni, la crudele Lucrezia e Goffredo. Questo il conto degli eredi "ufficiali" al quale se ne potrebbero aggiungere molti altri.
Uomo assolutamente privo di scrupoli e desideroso di rendere immense le fortune della propria famiglia, Alessandro VI fu, suo malgrado, protagonista in un'epoca di grandi cambiamenti che in pochi anni modificarono la vita e la politica dell'Italia e dell'Europa del tempo: la discesa di Carlo VIII in Italia, la fine dei Medici e gli anni del Savonarola, la scoperta del Nuovo Mondo, il Trattato di Tordesillas e il Giubileo del 1500.


Luca Longhi "Dama con Unicorno" Giulia Farnese?(1535-40)


GIULIA FARNESE
Giulia era conturbante e bellissima. La più giovane esponente di un casato in ascesa e che reclamava sempre più spazio tra le famiglie aspiranti ad ottenere un posto di rilievo all'ombra del soglio di Pietro. Giulia, forse spinta anche dalla madre e dal fratello Alessandro (che anni dopo diventerà papa col nome di Paolo III), divenne l'amante di Alessandro VI il quale venne devastato da questa irrefrenabile ossessione senile. La giovane aveva libero accesso nelle sei stanze in cui papa Borgia aveva scelto di risiedere all'interno dei Palazzi Vaticani. La loro era storia nota a tutta Roma: le linguacce popolari si divertivano infatti a ribattezzare Giulia con gli appellativi di "Sponsa Christi" o "Concubina Papae".



PINTORICCHIO
Il pittore perugino Bernardino di Betto, in arte Pintoricchio (o Pinturicchio), all'epoca dei fatti aveva circa 40 anni e aveva già lavorato a Roma sotto Sisto IV e Innocenzo VIII, prima insieme al Perugino nella Cappella Sistina, e poi nel Cortile del Belvedere. Alessandro VI non volle essere da meno rispetto ai suoi predecessori e affidò al nostro pittore la decorazione dei suoi appartamenti, che ancora oggi possiamo ammirare in tutto il loro splendore.




Questo l'intreccio delle storie dei protagonisti del post. E i due frammenti cosa c'entrano in tutto ciò?

Giorgio Vasari, nelle sue Vite, ci racconta, in maniera chiara, di un affresco che Pintoricchio avrebbe eseguito all'interno delle Stanze Vaticane: "ritrasse sopra la porta di una camera la signora Giulia Farnese per il volto d’una Nostra Donna: et nel medesimo quadro la testa d’esso Papa Alessandro". In parole povere, il papa Borgia inginocchiato di fronte a una Madonna che possedeva le sembianze di Giulia Farnese. Un'illazione che rasentava la blasfemia. Una teoria pesantissima per essere autentica al 100% ma che, forse, nasconde comunque una percentuale di verità, seppur sfumata di molto.

Giorgio Vasari - L'autore de "Le Vite" non amava Pintoricchio. Forse un suo eccesso di disprezzo per l'opera del pittore perugino potrebbe aver determinato la distruzione dell'investitura divina di Alessandro VI

Di certo sappiamo che il buon Vasari non amava particolarmente il Pintoricchio. Del pittore perugino infatti scrisse: "onde si conosce apertamente che (la Fortuna) ell’ha per figliuoli coloro che senza l’aiuto d’alcuna virtù dependono da lei; poiché le piace che dal suo favore sieno alcuni inalzati, che per via di meriti non sarebbono mai conosciuti; il che si vide nel Pinturicchio da Perugia, il quale ancor che facesse molti lavori e fusse aiutato da diversi, ebbe nondimeno molto maggior nome che le sue opere non meritarono". 

Fortuna, dopo la morte, non ne ebbe nemmeno Alessandro VI. I suoi appartamenti furono chiusi e mai più riaperti fino a fine Ottocento. Fu applicata una sorta di damnatio memoriae nei confronti della sua famiglia e, per quello che ci riguarda, il quadro di Pintoricchio citato dal Vasari venne probabilmente smembrato e distrutto, nella seconda metà del XVII secolo, da papa Alessandro VII che eliminò dalla composizione la figura ingombrante del suo omonimo predecessore e divise i due frammenti della Madonna e del Bambino disperdendoli, incastonandoli in cornici diverse e catalogazioni differenti, all'interno della propria collezione di Palazzo Chigi.

Piero Fachetti - copia dell'investitura divina di Alessandro VI di Pintoricchio (1612)


Per fortuna, nel 1612, il pittore Pietro Fachetti fece una copia dell' Investitura divina di Alessandro VI che ci svela il mistero sulla totalità della composizione. Nella raffigurazione il papa Borgia, in ginocchio, avvolge il piede del Bambino stabilendo, per la prima volta nella storia dell'arte, un contatto tra il Cristo e il suo Vicario in Terra. Il tutto in uno gioco di sguardi e di gesti amorevoli ed apparentemente scevri di connotati blasfemi.

I due frammenti della Madonna e del Bambino scomparvero per molti anni. Vennero ritrovati soltanto nel 1940.





















In quanto alle sembianze di Giulia Farnese sappiamo molto poco. Le somiglianze tra un graffito inciso su un muro del castello di Carbognano (VT) e il quadro di Luca Longhi "Dama con Unicorno" (1535-40) ci fanno pensare a una ragazza dalle fattezze tondeggianti e molto diverse da quelle della Madonna di Pintoricchio che presentano un volto più allungato.

Il mistero resta, quindi, in parte ancora molto fitto ma i due frammenti esprimono una grazia e una delicatezza ancora vivissima, immortale e indiscutibile testimonianza di quel grande maestro che fu il Pintoricchio.


 

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