L'IMMORTALITA' DEL PATHOS: la comune origine del Laocoonte e del Gruppo di Scilla

Ricostruzione del gruppo monumentale di Scilla - Museo Archeologico di Sperlonga

Questa piccola storia mette a confronto due meravigliose opere scultoree: da una parte il famosissimo gruppo del Laocoonte ubicato nel Cortile Ottagono dei Musei Vaticani, dall'altra il gruppo monumentale di Scilla, parzialmente ricostruito all'interno del Museo Archeologico di Sperlonga, a pochi passi dalla Villa di Tiberio, della cui grotta costituiva un ruolo fondamentale nel ciclo delle decorazioni marmoree.

Ricostruzione della grotta della villa di Tiberio. Il gruppo di Scilla è al centro del "ciclo troiano" che aveva come obiettivo la celebrazione dell'origine di Roma da quella di Troia


Mentre sulla prima opera si è detto molto, la seconda, è ancora oggi oggetto di studio e di dibattito, proprio perchè mancante in molte delle sue parti. Il gruppo doveva raffigurare il celebre episodio dell'Odissea in cui il mostro di Scilla, dal busto umano e dal corpo anguiforme, afferra e uccide i compagni di Ulisse. Un'opera maestosa, scolpita in un unico blocco di marmo di 2,50 x 2,70 m, forse la più grandiosa tra quelle riguardanti gli episodi di questo tipo e probabilmente tra le più complesse di tutta l'antichità.

La testa del mostro, ritrovata in passato ma poi scomparsa nuovamente, è probabilmente andata perduta. Tuttavia, secondo le numerose testimonianze archeologiche, esso doveva essere rappresentato con le sembianze di una giovane donna dalla cui inguine fuoriuscivano tre protomi canine che afferravano con violenza i compagni di Ulisse. Scilla reggeva un timone con la mano sinistra mentre con la destra afferrava la calotta cranica del nocchiero della nave.

Ricostruzione in gesso del gruppo di Scilla - Museo Archeologico Sperlonga


Anche il busto di Scilla è andato perduto. Del mostro, nell'attuale ricostruzione del gruppo, rimangono solamente le code pisciformi, aderenti alla roccia di base, e cinque protomi canine. Conservata è pure la testa del nocchiero, un uomo barbato di età matura, vicino al quale doveva originariamente essere posto Ulisse del quale è pure conservata la testa. Il compagno dello stratega di Itaca presenta nel viso ancora tracce originali di colore ed è raffigurato nel drammatico momento della caduta in mare mentre Scilla lo afferra con violenza per la calotta cranica. Altre tre protomi canine si abbattevano su altrettanti marinai: il primo cade in acqua a testa in giù, il secondo è sospeso nell'aria, il terzo è azzannato alla testa mentre fuoriesce dall'acqua. La nave sembra essere una tremiolia ellenistica di II secolo a.C.che ha precedenti nell'arte rodiese. 



Ma cosa accomuna il gruppo di Scilla a quello del Laocoonte? La soluzione alla domanda sembra essere riposta nell'iscrizione in greco presente presso il timoniere che accredita gli scultori Athanodoros, Agesandros e Polydoros, pregevoli esponenti della scultura ellenistica di Rodi, come autori del gruppo. Gli stessi nomi che Plinio cita come autori del Laocoonte. Quindi il Laocoonte e il Gruppo di Scilla sarebbero opera dei medesimi scultori, anche se parte della critica ritiene che i tre avrebbero copiato in marmo un precedente originale bronzeo del gruppo di Scilla, anch'esso andato perduto. Del resto, da più autori antichi è attestata l'esistenza di un originale in bronzo del gruppo di Scilla la cui descrizione coincide con quello di Sperlonga, prelevato da Rodi e successivamente trasportato a Costantinopoli.

<Firme di Athanodoros, Agesandros e Polydoros, i tre copisti rodiesi di I secolo d.C. autori della Scilla e del Laocoonte

Stessa situazione anche per il Laocoonte Vaticano: esso, secondo buona parte della critica, sarebbe una copia marmorea di un originale bronzeo del II secolo a.C., realizzato a Pergamo per volere di Attalo II, databile proprio al I secolo d.C. e più precisamente durante l'impero di Tiberio. Esso sarebbe quindi quello descritto da Plinio e con molta probabilità quello scolpito dagli stessi autori della Scilla di Sperlonga.

Gruppo di Scilla - a sx: testa del Nocchiero - a dx: testa di Ulisse


Testa del Laocoonte - Musei Vaticani


Gruppo di Scilla: protome canina

Il confronto stilistico, d'altra parte, lascia quasi a bocca aperta per la somiglianza tra i due gruppi: opere di grande movimento, pathos, tensione e violenza.


Laocoonte - Musei Vaticani

PER APPROFONDIRE

Come al solito alcune chicche per approfondire l'argomento

Un bellissimo articolo su engramma.it sulla comune origine del Laocoonte e della Scilla

Pagina del Museo e dell'Area archeologica di Sperlonga



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