IL CASTELLO DELLA MAGLIANA #3 - L'EPOCA DI LEONE X E LA STORIA DEGLI AFFRESCHI DI RAFFAELLO



L'epoca di maggiore splendore del castello della Magliana fu però raggiunta sotto il pontificato di Leone X Medici (1513-1521) che in realtà fu l'unico pontefice ad utilizzare personalmente questa residenza.
Amante della vita mondana e della caccia, papa Medici era solito trasferirsi in questa tenuta specialmente in occasione delle battute venatorie a cui lui stesso prendeva parte. All'interno del salone delle Muse era inoltre consuetudine lo svolgimento di piccoli concerti, di gare letterarie o di spettacoli teatrali. Leone X era così affezionato al suo castello che si rivolse a Donato Bramante, a Michelangelo e a Raffaello affinchè ne curassero le decorazioni architettoniche e pittoriche.

Fontana del cortile con stemma di papa Pio IV Medici

In effetti la cappella pontificia di San Giovanni Battista fu opera del Bramante mentre Raffaello e la sua scuola, in un periodo compreso tra il 1514 e il 1520, ne approntarono la decorazione pittorica. All'interno di questo ciclo decorativo ricordiamo due affreschi molto famosi attribuiti all'atelier dell'Urbinate: Il Padre Eterno Benedicente e il Martirio di Santa Cecilia.

Lo stemma di Pio IV Medici: nonostante il pontefice, milanese di nascita, si ritenesse discendente dalla storica casata fiorentina a tal punto da acquisirne le insegne, in realtà la sua famiglia non apparteneva all'aristocrazia 

Iscrizione sulla fontana che ricorda le origini milanesi di papa Pio IV

Le due pitture, staccate dalla sede originaria a metà dell'Ottocento conobbero una storia molto travagliata. Trasportate nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere, furono vendute nel 1861 alla famiglia dell'ingegnere francese Alphonse Oudry, all'epoca operante nella costruzione della ferrovia Roma-Civitavecchia. Alla morte di Oudry, i due affreschi vennero portati in Francia dove furono posti in vendita ed attribuiti alla sola mano di Raffaello Sanzio.
Nel 1873 il Governo Francese, temendo che il dipinto potesse essere venduto all'estero, acquistò il Padre Eterno Benedicente, col placet diretto del Presidente francese Thiers, alla somma record di 207.000 franchi. L'operazione richiese addirittura un'apertura di credito straordinaria al fine di effettuarne il pagamento. L'affresco, salutato dai media con la tipica grandeur transalpina, venne subito esposto al Louvre, dove ancora oggi si trova. Tuttavia, poco tempo dopo, al termine di accurate valutazioni critiche, la maggiorparte degli studiosi fu concorde nello stabilire che Il Padre Eterno Benedicente fosse "un'opera di scuola ma di valore non superiore a 50.000 franchi". Lo scandalo travolse il presidente Thiers che, accusato di sperpero di denaro pubblico, fu costretto alle dimissioni.

Interno della cappella di San Giovanni Battista, opera del Bramante con decorazioni pittoriche della scuola di Raffaello. Purtroppo sia l'ambiente che le pitture hanno subito manomissioni nel corso dei secoli che ne hanno alterato la fisionomia. Tuttavia la recente opera di riqualificazione ha nuovamente conferito l'importanza che tale ambiente merita. 

Più drammatica fu invece la storia dell'altro affresco, Il Martirio di Santa Cecilia, il quale, giunto in Francia in condizioni frammentate, venne ricomposto e ridipinto nella parte centrale, dove nel XVIII secolo, l'apertura di una finestra all'interno della cappella di San Giovanni Battista ne aveva di fatto tagliato l'originale. Acquistato da un privato, il dipinto venne donato al Museo di Narbonne, dove oggi è esposto.

Il Padre Eterno Benedicente di Raffaello Sanzio nella recente fedele riproduzione su guscio di tela di Stefano Lucà, la cui opera ha contribuito a riqualificare la storica cappellina

La cappella di Bramante fu oggetto di pesanti restauri svolti al fine di liberare il complesso dal profondo degrado dal quale venne investito a partire dall'Ottocento fino al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il castello della Magliana rivestì nel tempo diverse mansioni: da fattoria a caserma. Da aeroporto militare fino a ricovero per sfollati. Le operazioni di recupero furono molto complesse e, svolte grazie all'aiuto dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, ci hanno restitutito un gioiello a due passi da Roma che consiglio a tutti di visitare.

Il Padre Eterno Benedicente originale, opera della scuola di Raffaello Sanzio, fu staccato dalla cappella di San Giovanni Battista nell'Ottocento ed esposto al Louvre. - foto da wikipedia

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