MISTERO: CHE FINE HA FATTO CAIO CESTIO?




Recentemente mi è capitato di assistere a una visita guidata alla Piramide Cestia, monumento famosissimo ma che in realtà non è così scontatamente facile visitare. Tralascio i dettagli inerenti la storia della Piramide stessa e dei suoi interni per soffermarmi sulla figura del suo ultimo restauratore, nientepopodimenoche un giapponese dall'animo illuminato, il Sig. Yuzo Yagi il quale, innamorato dell'estrema dimora di Caio Cestio e preoccupato per il suo precario stato di conservazione, qualche anno fa ha messo a disposizione del Mibact ben 2 milioni di euro per effettuare i lavori che, oltre a qualche opera di risistemazione dell'area e di conservazione delle pitture all'interno dell' unico ambiente, ci hanno riconsegnato il candore originale dell'intero complesso. In più, il signor Yagi, dimostrando un animo davvero nobile, ha disposto il pubblico utilizzo della restaurata Piramide Cestia (in soldoni, il sito sarà unicamente destinato a pubblica apertura senza essere interessato da eventi privati come sfilate di moda e/o concerti).   

Il magnate giapponese Yuzo Yagi orgoglioso di fronte al cantiere Piramide. Ha versato 2 milioni di euro al Mibact per finanziarne il restauro. 


Ma, tornando al nostro discorso, come ci è finito un giapponese a restaurare il particolare monumento sepolcrale del fu Caio Cestio, già membro dei septemviri epulones alla fine del I secolo a.C.? Beh..il punto di contatto tra i due facoltosi uomini, così lontani nello spazio geografico ma soprattutto nel tempo, consisterebbe nella loro professione: entrambi commercianti di tessuti!!! Proprio questa "affinità" professionale tra Caio Cestio e il mecenate Yuzo Yagi ha così permesso il ritorno agli antichi fasti del monumento, che in passato venne addirittura scambiato per la tomba di Remo dal sommo poeta Petrarca, il quale, nel Trecento sembra peccò di pigrizia non volendo "scoprire l'iscrizione coperta dagli arbusti"(1). 


L'unico ambiente interno della Piramide Cestia

Entrando nella camera sepolcrale, l'unico ambiente della Piramide Cestia oggi per fortuna conservata molto bene proprio grazie a questi interventi di restauro, mi ha colpito molto un mistero che, molto probabilmente, aleggia da secoli sulla punta di questo luogo così particolare: il sepolcro è vuoto! Caio Cestio non riposa nella sua ultima dimora!

E a questo punto il mistero s'infittisce ancora di più perchè nè la tradizione ci tramanda alcuna notizia, nè la storia ci ha lasciato testi o notizie riguardante un'eventuale trafugamento della salma del nostro caro epulone. Nemmeno un accenno. L'unica menzione di Caio Cestio sul suo monumento funebre consiste proprio nelle iscrizioni incise sui lati della Piramide e che Petrarca, ai suoi tempi, non lesse. All'interno della camera sepolcrale rimangono invece due grossi buchi: uno, murato, al centro del soffitto, che con molta probabilità distrusse il ritratto del defunto ivi rappresentato, l'altro sulla parete sinistra, aperto in epoca imprecisata, forse dopo il crollo dell'Impero Romano, abbastanza grande e attrezzato con degli scalini raffazzonati ma funzionali a un eventuale transito della salma. 

Graffiti sulle pareti della camera sepolcrale. Il "Grand Tour" a Roma era un must eziologico per i figli dell'Europa "bene" tra Settecento e Ottocento. Anche Goethe lasciò traccia del suo passaggio all'interno della Piramide Cestia
Il grosso foro di sfondamento al centro del soffitto, aperto, probabilmente, da tombaroli
La grande apertura sulla parete sinistra. Da qui probabilmente passò la salma di Caio Cestio quando venne trafugata da ignoti in epoca imprecisata.


Chi in passato violò il sonno di Caio Cestio ne cercava probabilmente anche le ricchezze personali. Non sappiamo se qualcuno ebbe mai la fortuna di trarne godimento e non sappiamo nemmeno dove finì il corpo del ricco commerciante di tessuti, tuttavia possiamo affermare con certezza che la Piramide, con il restauro del Signor Yagi, potrà raccontare all'umanità di averla scampata bella ancora una volta nel corso della sua storia millenaria. Eh sì...perchè nel 1663 già papa Alessandro VII voleva farla trasformare in chiesa (esistono ancora i progetti di Borromini) e nel biennio 1943-1945 il monumento passò indenne attraverso le dolorose vicende dell'occupazione e della liberazione di Roma nell'ambito di cui, assieme a Piazza di Porta San Paolo, divenne, inconsapevolmente, sfortunata testimone.

Particolare di figuretta alata dipinta sulle mura della stanza sepolcrale. Forse raffigurazione di una "Nike" legata ai cicli stagionali, motivo di repertorio in voga nelle dimore nobiliari romane tra I secolo a.c. e I secolo d.c.

Uno degli "ospiti" del giardino antistante l'ingresso della Piramide Cestia, si rilassa sotto il primo sole invernale
La Piramide Cestia vista dalla Porta San Paolo


NOTE BIBLIOGRAFICHE

1. Willy Pocino - Le curiosità di Roma - Newton, p.68

PER APPROFONDIRE

La Piramide Cestia sul sito del MIBACT 

Le iscrizioni della Piramide Cestia - incisione di Piranesi 

Veduta della Piramide Cestia - incisione di Piranesi

Spaccato della Piramide Cestia - incisione di Piranesi

Post sul restauro di Yazo Yugi (N.B. ci sono anche i numeri per prenotare la visita guidata alla Piramide)

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