OLTRE CAPO NORD (C'E' PARIGI) - DAY #4 FREIBURG IM BREISGAU

DAY #4 - FREIBURG IM BREISGAU






Campeggiamo a 5 km dal centro città, al Moslepark, situato  in un luogo spazioso, ben attrezzato e molto pulito che si trova proprio all’inizio di un bosco. Il prezzo 9DM a testa più 9 DM per la tenda. I bagni sono lucidi come specchi, le docce hanno lo spogliatoio. A reggere tutta la baracca è la canuta Nonna Ilde, una vegliarda sull'ottantina ma lucidissima e rigida come un corazziere. Al momento di assegnarti la piazzola, gira su una macchinetta elettrica a mò di quelle utilizzate sui campi da golf e, indicandoti il tuo posto con un bastone, aggiunge senza troppi complimenti un: “Metteteve quà e non rompete troppo!”.

I dintorni di Friburgo ci colpiscono per il verde e per la quantità d’acqua. Infatti ci troviamo in prossimità della Selva Nera, una sorta di luogo magico per la tradizione germanica, e non lontano da qui è possibile raggiungere le sorgenti del Danubio, testimone silenzioso di innumerevoli storie di vita che alla fine di un cammino lungo 2860 km circa, dopo aver attraversato ben 10 paesi, termina la sua corsa nel  Mar Nero.

Fischerau
                             

Come quasi tutte le più importanti città della Germania, anche Friburgo porta con se le indelebili cicatrici dei bombardamenti inglesi che, in una notte, cancellarono di colpo l’80% della sua storia e del suo patrimonio di tradizioni. Notevole fu però la forza di volontà di questa gente: nel corso della ricostruzione le parole d’ordine furono recuperare e rimodernare cercando di miscelare al meglio due concetti opposti. I risultati ottenuti, forse probabilmente perchè si tratta di un centro non troppo grande, sono stati più che soddisfacenti e, nonostante tutto, ancora oggi è possibile in parte respirare quell’atmosfera medievale che doveva caratterizzare Friburgo prima delle distruzioni della guerra.

Camminiamo in Berthold Strasse, nel cuore della Altstadt, con le case dai colori pastello ricostruite secondo le fattezze tradizionali: tetti spioventi, massimo tre piani e una miriade di lucernari che si aprono sulla parte superiore di ogni edificio. Il tram passa nel bel mezzo della strada conferendo a tutto quello che ci circonda una calibratura a misura d’uomo. L’altura dello Schlossberg “custodisce” l’antico centro cittadino del quale ne è quinta naturale. All’improvviso ci troviamo di fronte alla Martinstor, una delle porte più antiche della città, importante accesso alla città vecchia, alla quale sono addossati dei palazzi in stile liberty. Nei pressi della Martinstor si trova anche un Mc Donald’s che, ci spiegano, ha una caratteristica unica al mondo: la celebre “M” gialla è infatti assente. Incuriositi da questa particolarità chiediamo lumi a qualche passante che ci ricorda l’attenzione, da parte del comune di Friburgo, nei confronti del rispetto, della cura dell’ambiente e del design urbano. La “M” gialla - ci spiega un ragazzo del posto -  proprio a ridosso di uno dei monumenti più importanti della città, sarebbe stata molto più invasiva rispetto a una qualsiasi insegna bianca luminosa che “splende” nella night life di Friburgo 

Martinstor
                                          
L'insegna di Mc Donald's presso la Martinstor
                                   
Proseguiamo facendo acrobazie linguistiche dentro un negozio di ferramenta per comprare un telo antipioggia. Salendo verso Nord potrebbe tornarci molto utile. Usciti dal negozio mi fermo ad osservare una particolarità di questa cittadina che in seguito scoprirò esserne una caratteristica: quasi ogni strada è costeggiata da una minuscola canalina d’acqua. Tutto ha un senso: nell’adiacente zona del Fischerau, infatti, tra le caratteristiche abitazioni passa addirittura un vero e proprio canale attraversato da tanti ponticelli. Non a caso questa zona di Friburgo è chiamata la Kleine Venedig, la piccola Venezia. L’effetto è a dir poco stupefacente e molto sorprendente.

Dopo tre ore di cammino è giunta l’ora di concederci una bella birra ghiacciata. La tradizione tedesca impone che ogni città abbia uno o più birrifici e qui a Friburgo la più gettonata sembra essere la Ganter, pubblicizzata un pò ovunque. Ci fermiamo al Cafè Capri, situato in Gerberau 30, e con notevole sorpresa ci troviamo di fronte il Sor Ugo, proprietario italiano proveniente da  “su su su” (presumibilmente milanese). Nel corso della conversazione scopriamo che ha vissuto otto anni a Roma in zona Marconi prima di stabilirsi da queste parti assieme al fratello. Per inciso la birra è bella tosta ma sembra essere un valido deterrente contro la calura di giornata .


Università


Riprendiamo la marcia attraversando la Città Universitaria, complesso monumentale di fine ‘800 immerso in un parco verdissimo, e decidiamo di ritornare in tenda. La sosta prolungata a Friburgo servirà, oltre a recuperare energie, anche a risolvere i primi problemi di gestione che si sono cominciati a verificare dopo quattro giorni di viaggio. La bombola di propano è andata ma soprattutto il mio cellulare sembra essere morto definitivamente.

Pertanto il giorno seguente se ne va nell’intento di rianimarlo e ci vuole tutto il genio di Maurizio per caricare direttamente l’apparecchio dalla batteria della macchina. Siamo riusciti a metterci una toppa ma adesso il problema è quello di trovare un pò di scotch per tenere saldi i morsetti e, naturalmente, ricaricarci di provviste. Raggiungiamo la Hauptbahnhof sulla Bismarck Allee dove facciamo una spesa low cost nel market sotterraneo della stazione ferroviaria. Il proprietario è turco e i prezzi sono discreti. Dello scotch, però, nessuna traccia e così chiedendo informazioni in un negozio di fotografie ci sentiamo rispondere dal proprietario: “Do you want some scotch whiskey?”. Soltanto dopo qualche ora scopriremo che il termine tedesco per indicare lo scotch è “Adesiv tape”. In una vicina cartoleria risolviamo il problema e così possiamo garantire al cellulare una carica di emergenza. 

La struttura in vetro della stazione di Friburgo

Dopo aver mangiato pasta al sugo e pesche sciroppate passiamo il tardo pomeriggio a dormire e, alla sera, dopo aver dato uno sguardo al cielo stellato, il sonno ha nuovamente la meglio. Domani si torna a viaggiare verso Nord.


  

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