CONVENTO DI TRINITA' DEI MONTI: LE PITTURE ANAMORFICHE

Le due pitture anamorfiche nel convento di Trinità dei Monti - foto da romasegreta/blogspot.com


L'anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui un'immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, rendendo il soggetto originale riconoscibile se lo si osserva da una posizione precisa. Il termine deriva dalla parola greca ἀναμόρϕωσις, composto di ana- e mórfosis= forma ricostruita.
A partire dal Rinascimento, l'anamorfismo è stata una tecnica pittorica spesso utilizzata per nascondere dei significati all'interno di un'opera. Il suo uso fu frequente specialmente nell'ambiente dei gesuiti che tradizionalmente univano questa forma d'arte alle conoscenze matematiche.



Un esempio molto conosciuto di pittura anamorfica si trova all'interno del convento di Trinità dei Monti, dove se ne conservano due.
Uno di questi consiste nella decorazione di uno dei corridoi che si affacciano sul chiostro. Essa venne realizzata da Emmanuel Maignan, uno dei frati che risiedeva nel convento.


La pittura è lunga circa 9 metri e rappresenta S. Francesco da Paola in preghiera. Può essere visibile da entrambi i lati ma quando camminiamo di fronte ad essa e ce la ritroviamo di fronte, l'immagine del santo scompare e tra le pieghe del suo saio affiora un paesaggio marino dove sono visibili due città divise dall'acqua. Si tratta dello stretto di Messina, in relazione al miracolo che permise al santo di raggiungere la città siciliana di Milazzo camminando sull'acqua.








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