APPIA ANTICA IL CENOTAFIO DI ANNIA REGILLA




Continuando la nostra lunga passeggiata all'interno del Parco della Caffarella, ci troviamo di fronte al Cenotafio di Annia Regilla. Si tratta di un edificio di 8,16 x 8,57 metri circa, costruito a tempietto (naiskos) a due piani, su podio, con copertura a doppio spiovente retta da una volta a crociera impostata sui pilastri angolari.

Vedendolo da lontano balza all'occhio subito una particolarità: il doppio colore dei laterizi con cui è costruito. Giallo per le pareti e rosso per gli elementi architettonici, lesene, architravi e frontone. Le lesene presentano capitelli corinzi mentre nelle pareti intermedie corre un particolare fregio a "meandro" (o a "greca") sopra il quale si aprono delle piccole finestre.




Il lato meridionale è maggiormente decorato con dei semipilastri poligonali incassati nella parete su cui si apre l'ingresso alla cella. Molto ricco è anche l'ornamento della trabeazione. La ricchezza delle decorazioni presenti su questa parete lasciano presupporre che in questo punto il tempietto affacciasse sulla via Asinaria, l'arteria che uscendo dall'omonima porta all'altezza dell'odierna Basilica di San Giovanni in Laterano, passava di fronte al cenotafio, incrociava la Via Appia Antica per poi congiungersi con la via Ardeatina.



Qual è l'origine e l'uso a cui era destinato questo particolare edificio?
Si suppone che il tempietto, anche dalla tipologia di costruzione molto comune in quel periodo, possa risalire alla metà del II secolo d.C. e lo si è posto in connessione ancora con la figura di Erode Attico (https://it.wikipedia.org/wiki/Erode_Attico) e del fondo che originariamente apparteneva, con molta probabilità, alla moglie Annia Regilla, esponente della nobilissima e altrettanto ricca famiglia degli Annii.



Annia Regilla non fu donna fortunata. Andata in sposa ad Erode Attico nel 140 d.C., morì in Grecia circa vent'anni dopo il matrimonio (se ne sospetta anche l'uxoricidio da parte del marito). L'identificazione del monumento con la figura di Annia Regilla fu stabilita sulla scorta di alcune epigrafi menzionanti la nobildonna e il suo sepolcro ritrovate in un'area compresa tra la basilica di San Sebastiano e il Mausoleo di Cecilia Metella. In tempi recenti, però, gli archeologi sono concordi a considerare questo monumento non come un sepolcro ma come un "cenotafio" (monumento sepolcrale privo dei resti mortali della persona in onore della quale è stato eretto) in suo onore da Erode Attico. Gli studiosi sono orientati a supporre che Annia Regilla ebbe probabilmente sepoltura in Grecia.




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