IL "MACABRO" A ROMA PRIMA DI HALLOWEEN - LA CONFRATERNITA DEI SACCONI ROSSI



Veduta notturna della Chiesa di San Bartolomeo all'isola. Qui, nel Settecento, i Sacconi Rossi avevano il proprio oratorio e celebravano i funerali al lume di torcia. 


INTEGRAZIONE - 02.11.2017 - Le fotografie della processione e del cimitero
















Scrivo questo post tra la Notte di Halloween e la Commemorazione dei Defunti per ricordare che, anche nella Roma del '700, esistevano tradizioni in cui il gusto "noir" era molto molto spiccato.

La "Veneranda confraternita de' devoti di Gesù Cristo al Calvario e di Maria Santissima Addolorata", detta Confraternita dei Sacconi Rossi, ad esempio, rispecchiava in pieno questo sensiblerie tardo barocca. Costituita da alcuni giovani nel 1760 al fine di meditare sulla Passione di Cristo e per fornire una concreta azione volta a liberare le anime "che penano nel carcere del Purgatorio", era denominata in questo modo perchè durante lo svolgimento delle proprie attività, gli aderenti alla Confraternita indossavano un mantello rosso con cappuccio, detto popolarmente "Saccone".


Bartolomeo Pinelli - "I Sacconi Rossi all'Isola Tiberina" - prima metà XIX secolo


Quale era la "mission" dei Sacconi Rossi? Sicuramente era mossa da nobili intenti: oltre al suffragio dei defunti era infatti quella di recuperare e fornire degna sepoltura ai cadaveri abbandonati, in particolar modo quelli dei morti annegati nel Tevere, nel caso la salma non fosse stata reclamata da alcun familiare. Le cerimonie funebri seguivano un rituale molto caratteristico: avvenivano di notte, quando gli aderenti alla Confraternita sfilavano al lume delle torce, incappucciati e vestiti nei loro manti rossi, lungo l'Isola Tiberina.

I Sacconi Rossi trovarono la propria sede presso la chiesa di San Bartolomeo all'Isola e nel 1780 riuscirono ad acquistare dai Frati Minori Francescani che reggevano il luogo di culto anche l'adiacente ambiente a tre navate che i frati adibivano a magazzino. La Confraternita riadattò l'ambiente ad oratorio e, dopo il riconoscimento ottenuto da Pio VI avvenuto nel 1784, sotto il piano dello stesso venne ricavata una cripta-cimitero per dare sepoltura ai confratelli.


Interno dell'Oratorio dei Sacconi Rossi - foto da romeliveguide


Gli aderenti alla Confraternita, in modo del tutto simile a quanto fatto dai Cappuccini nella cripta di Via Veneto, dopo un macabro processo di scarnificazione, decoravano con le ossa dei morti le pareti e le nicchie del loro cimitero. Nel tempo, questo ambiente, si trasformò così in un ossario vero e proprio, che spesso e volentieri finiva allagato dalle piene del Tevere e divenendo quindi un luogo assolutamente insalubre. Nel 1836 Gregorio XVI, in concomitanza con le molteplici epidemie di colera avvenute a Roma e in Italia, ne revocò così lo status di luogo di sepoltura.

In seguito, con l'occupazione francese di Roma del 1849, i locali dell'oratorio e della cripta vennero saccheggiati e occupati dalle truppe transalpine che ne fecero un dormitorio. Dopo una breve ripresa delle attività cimiteriali sotto il pontificato di Pio IX, nel 1871, il regolamento sanitario del Regno d'Italia vietò definitivamente la sepoltura negli ospedali e nei conventi decretando, di fatto, la fine dell'attività della Confraternita che si estinse nel 1960.


Processione all'interno dell'Oratorio - foto da romeliveguide


Tuttavia, nel 1983, l'Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto riprese l'usanza di commemorare i morti nel Tevere estendendola a tutte le vittime senza nome perite in guerre e calamità naturali. Inoltre nel 1988 l'Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli, dopo un accordo col Vicariato, riuscì ad ottenere la gestione dell'ex oratorio sull'Isola Tiberina e a ricostituire in qualche modo la Confraternita unendosi con quella di Santa Maria dell'Orto.

La tradizione dei Sacconi Rossi è quindi rimasta viva e vegeta e, ogni 2 Novembre, all'imbrunire, si può assistere alla tradizionale processione a lume di torce e candele che si conclude all'estremità dell'Isola Tiberina, di fronte a Ponte Rotto.


Interno dell'Oratorio dei Sacconi Rossi - foto da rocaille.it


Curiosità: In passato, nel rione Trastevere, era consuetudine che le donne devote lucidassero i teschi all'interno dell'Oratorio. Queste ed altre pratiche di decorazione con le ossa dei morti vennero riprese nel docu-film "Mondo Cane" del 1962.




Video della processione dei Sacconi Rossi su Youtube


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