ARCHEOLOGIA E FASHION: UN CONNUBIO POSSIBILE? IL CASO RINASCENTE




Un tratto dell' Acquedotto Vergine d'epoca romana al livello -1 di un odierno fashion store. A Caput Mundi se ne sta parlando ormai da molto tempo e quindi, nei giorni scorsi, mi sono deciso ad andare in situ per dare un'occhiata a questo insolito connubio.

Il protagonista di questa storia è l'acquedotto dell' "Aqua Virgo", che il console Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, fece costruire nel 19 a.C.al fine di rifornire di acqua corrente le zone del Pincio, del Pantheon oltre alle sue terme che erano ubicate nel Campo Marzio.
Durante gli scavi per il consolidamento delle fondamenta del palazzo che ospita il fashion store, alcune indagini dei tecnici della Soprintendenza avevano già svelato la presenza di un "opus reticulatum" molto antico. Ma effettivamente in pochi si aspettavano il ritrovamento dei resti di una bella fetta di quartiere di prima e media età imperiale comprendente due acquedotti, un tratto della Via Salaria Vetus, di insulae e tabernae, di una domus signorile impreziosita da uno «stibadium», una sorta di divano triclinare e di un piccolo impianto termale del IV secolo d.C. con tanto di pavimenti decorati in marmi policromi e mosaici.


All'interno del grande magazzino è visibile solamente una parte degli ingenti ritrovamenti consistente in un tratto di acquedotto con tanto di arcate. Le mura dello stesso presentano quel processo di "stratificazione" epocale molto comune in Roma e quindi, oltre al già citato "opus reticulatum" che dovrebbe risalire alla fine del I secolo a.C., è possibile identificare anche tratti di muro risalente all'epoca medievale e a quella tardo rinascimentale.
Il tutto grazie anche ad un filmato multimediale che, con grafica ed effetti, viene ciclicamente proiettato sul tratto di acquedotto in questione al fine di far comprendere agli spettatori il processo evolutivo di costruzione e della stratificazione avvenuta sullo stesso in epoche differenti.


Certo è che assistere ad una breve lezione di archeologia con tanto di musica chillout in sottofondo, e bar in estrema prossimità, non mi era mai capitato. Probabilmente, se gestita con la dovuta sobrietà e attenzione nel corso del tempo, questa particolarità di inserire dei resti archeologici così antichi in un modernissimo fashion store potrebbe rivelarsi in qualche modo vincente.
Anche perchè c'è di più: dalla terrazza panoramica sita all'ottavo piano, è possibile ammirare il vicino corpo architettonico e il particolare campanile, entrambi borrominiani, della basilica di Sant'Andrea delle Fratte. Pertanto, in un luogo dedicato allo stile, si potrebbe avere a portata di mano i due stili artistici che caratterizzano maggiormente l'immagine della città di Roma.



Bisognerà poi vedere come saranno gestiti i vasti ritrovamenti avvenuti durante i lavori di consolidamento delle fondamenta del palazzo. In attesa di novità, mi limito a dire: voi cosa ne pensate?

VIDEO - A proposito...ho avuto modo di girare anche un paio di video in diretta che posto di seguito: https://goo.gl/i6BqtG - https://goo.gl/aGVyZn






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