L' OBELISCO DELLA MINERVA



Ok... oggi ce ne rimaniamo nella stupenda piazza della Minerva, per condividere qualche foto scattata proprio sabato scorso all'omonimo obelisco e al celeberrimo elefantino berniniano.
Della storia di questo particolarissimo gruppo se ne parla tantissimo in ogni pagina d'arte presente sul web, quindi preferisco focalizzare l'attenzione su alcuni piccoli elementi relativi all'opera in questione che, a mio parere, contribuiscono a renderla un capolavoro.



In primis la finezza e la maestria con cui è lavorato lo stemma Chigi (foto 2) - il gruppo venne realizzato sotto il pontificato di papa Alessandro VII - e la sella dell'elefantino su cui poggia l'obelisco.
In secondo luogo il significato simbolico che spiega l'unione tra un obelisco e un elefante: l'iscrizione sul basamento recita "Sapientis Aegypti/ insculptas obelisco figuras/ ab elephanto/ belluarum fortissima/ gestari quisquis hic vides/ documentum intellige/ robustae mentis esse/ solidam sapientiam sustinere" (Chiunque qui vede i segni della Sapienza d'Egitto scolpiti sull'obelisco, sorretto dall'elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza).


Terzo: la perfetta simbiosi di due opere d'arte tra di loro così lontane nel tempo (l'obelisco, già innalzato nel Campo Marzio, proveniva da Eliopoli in Egitto) in una dimensione meno monumentale della Fontana dei Quattro Fiumi ma così incredibilmente equilibrata rispetto al contesto e al significato simbolico.
Infine un cenno sulla storia iconografica dell'elefante stiloforo: attualmente si ritiene che #Bernini mutuò il soggetto da un'illustrazione presente sull' Hypnerotomachia Poliphili, un romanzo allegorico di fine Quattrocento, seguendo però le fattezze di un modellino in possesso della regina Cristina di Svezia, alla quale, papa Chigi, dopo la conversione al cattolicesimo, aprì le porte di #Roma. L'iconografia dell'elefante però non costituiva certo una novità a Roma: già ai tempi di #Raffaello, l'Urbinate e Giulio Romano avevano infatti disegnato alcuni bozzetti ritraenti Annone, il leggendario elefante di Leone X (a proposito leggi il post sul blog https://goo.gl/8fdwWP).


L'elefantino venne probabilmente realizzato nel 1667 da Ercole Ferrata su disegno di Bernini. Anche'esso, come la lapide tombale del Beato Angelico, è stato recentemente vittima di un atto vandalico che ne causò la mutilazione di una zanna, successivamente ritrovata e prontamente riattaccata.





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