IL SEPOLCRO DI EURISACE




Il caratteristico sepolcro di Eurisace è uno tra i monumenti più curiosi e al tempo stesso interessanti della nostra città. Databile intorno al 30 a.C. si trova fin da allora a presidiare la diramazione della via Prenestina e della via Labicana appena fuori Porta Maggiore. 

Subito una precisazione: l'erezione del sepolcro è antecedente sia a quella della porta (risalente all'anno 52, durante l'impero di Claudio), sia all'inglobamento della stessa nel giro delle mura Aureliane, avvenuto oltre duecento anni dopo, in un arco temporale compreso tra il 270 e il 275. Il monumento, nonostante l'incedere dei secoli, si mantiene in una condizione abbastanza buona, quasi insolita per un reperto di queste dimensioni precedente l'età imperiale. 



Come mai? Durante l'impero di Onorio (V secolo), il sepolcro venne "nascosto" sotto la pesante struttura eretta a scopo difensivo che consisteva in due torri quadrate e da un bastione cilindrico atti, di fatto, a proteggere la porta di età alto imperiale da eventuali pericolose scorrerie. Del sepolcro di Eurisace non si ebbe infatti alcuna testimonianza fino al 1838, quando "riemerse" al termine dei lavori di demolizione intrapresi da papa Gregorio XVI al fine di smantellare lo "squilibrato" assetto onoriano della porta e recuperarne l'antico splendore.

Porta Maggiore prima delle demolizioni di Gregorio XVI - dal web


Il monumento funebre è un edificio a pianta trapezoidale realizzato in travertino. Sui lati nord e sud sono rappresentati, in forma orizzontale e verticale, i recipienti cilindrici con cui veniva praticata l'impastatura della farina all'interno del processo di panificazione. L'iscrizione presente sui tre lati toglie qualsiasi dubbio sull'identità di chi vi fosse sepolto: «Est hoc monimentum Marcei Vergilei Eurysacis pistoris, redemptoris, apparet[oris]» - Questo è il monumento di Marco Virgilio Eurisace pistore (fornaio), appaltatore (Eurisace appaltava, forniva i suoi prodotti allo Stato), apparitore (subalterno di un personaggio politcamente importante). Eurisace venne sepolto in questo monumento assieme alla moglie Atistia, come attesta un'altra iscrizione. Probabilmente, sul lato frontale, quello che si affaccia fuori dalla porta, la cui decorazione venne distrutta durante i lavori di demolizione delle strutture onoriane che occultavano il sepolcro, era posta la raffigurazione scultorea della coppia oggi conservata ai Musei Capitolini. 



Come mai il sepolcro di Eurisace si trova in una posizione così particolare? Nel merito sono state portate avanti diverse tesi. Dobbiamo comunque tenere sempre presente che nel 30 a.C. il sepolcro non era addossato ad un fornice di Porta Maggiore. Parte degli studiosi ha supposto una vicinanza tra il manufatto e il forno di Eurisace che, forse poteva trovarsi in questa zona, anche se appare più calzante l'ipotesi legata alla concezione romana della commemorazione dei defunti: in un luogo di passaggio frequentato, i viandanti leggevano, secondo il costume dell'epoca, ad alta voce le iscrizioni sul monumento al fine di garantire il prolungamento della memoria dei defunti ivi sepolti. In ogni caso la memoria di Eurisace ed Atistia è arrivata fino ai nostri giorni.


 iscrizione di Eurisace e Atistia da wikipedia.org

ricostruzione del Sepolcro di Eurisace da www.romanoimpero.org

ricostruzione del Sepolcro di Eurisace da www.romanoimpero.org

 raffigurazione di Eurisace e Atistia - Musei Capitolini - da twitter

La parte più interessante del monumento funerario è il fregio che corre nella parte alta di tre dei quattro lati.
Eurisace doveva presumibilmente essere un liberto che, attraverso la professione di pistore (fornaio) e appaltatore per lo Stato, era riuscito a conquistare una posizione agiata. Per questo motivo nel fregio decorativo del monumento funerario nel quale vennero conservate le sue ceneri e quelle della moglie Atistia, volle far rappresentare tutte le fasi della panificazione.





Nel particolare è degna di nota la raffigurazione dei recipienti cilindrici con cui veniva praticata la macinazione del grano e l'impastatura della farina (foto sopra), che erano mossi grazie alla forza degli asinelli. Oppure la perfetta riproduzione di un forno del I secolo a.C. (foto sotto) nel quale vengono introdotti i pani.




Eurisace sovrintende a quasi tutte le fasi della lavorazione (è l'uomo in tunica che controlla l'operato dei propri operai) in quanto dovrà successivamente consegnare il pane ai rappresentanti dello Stato.









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