IL SEPOLCRETO DELLA VIA OSTIENSE





Nell’area compresa tra la Rupe di S. Paolo e l’ansa del Tevere, in epoca romana si addensava una grande necropoli con tombe disposte lungo la via Ostiense. Probabilmente la stessa basilica di San Paolo fuori le mura ebbe origine alla deposizione dell’Apostolo in una di queste sepolture, attorno alla quale si articolò la prima area di culto e la successiva basilica paleocristiana. Gran parte di questa necropoli probabilmente ancora conservata nel sottosuolo e la cui estensione non è mai stata completamente perimetrata, deve ancora essere indagata. Tuttavia, a partire dal XVIII secolo, vennero intrapresi dei lavori di scavo che culminarono con gli importanti rinvenimenti di fine Ottocento (purtroppo le sepolture vennero distrutte e non documentate) e con quelli del 1917 e del 1933, compresi tra la via Ostiense e l'omonima Rupe, i quali possono essere ammirati ancora oggi.
Le tombe seguono l’andamento della via Ostiense e gli archeologi hanno dimostrato una continuità d’uso delle stesse dal I sec.a.C. al IV sec.d.C., documentando il passaggio tra l’uso del rito funerario dell’incinerazione e quello dell’inumazione, tra la fine dell’età repubblicana, il I secolo dell’impero ed il successivo II secolo.
I più antichi edifici funerari sono in prevalenza "colombari" a pianta quadrangolare nelle cui pareti interne erano ricavate piccole nicchie, in file di più piani.












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