LA VILLA E IL CIRCO DI MASSENZIO SULL'APPIA ANTICA




L'antico complesso è lì da secoli. Si affaccia sull'Appia Antica, silenzioso, maestoso ma quasi appartato, al limite dell'anonimato. Le sue mura di cinta hanno resistito a qualsiasi intemperie che il tempo gli ha scagliato addosso. La villa e il Circo di Massenzio, la tomba del figlio primogenito dell'imperatore, Valerio Romolo, richiedono la tua attenzione in maniera sommessa ma molto convincente.



Sarà perchè Massenzio è una sorta di fascinoso eroe negativo. Morto sul campo, sconfitto nella durissima battaglia dei Saxa Rubra da Costantino, il cesare che cambierà i connotati dell'Impero in maniera decisiva. Già l'Impero: chissà come sarebbe stato l'Impero sotto l'egida massenziana? Nessuno può dirlo.

Nel 311 d.C, solamente un anno prima della fine e della successiva damnatio memoriae, Massenzio aveva ampliato il complesso dotandolo di un circo. Destinato ad un uso privato, il circo di Massenzio era lungo 520 metri e poteva ospitare circa 10.000 persone. L'imperatore volle decorarlo con un obelisco proveniente dal Tempio di Iside al Campo Marzio. La sorte concederà a quell'obelisco imperitura fama, finendo inglobato da Bernini nella Fontana dei Quattro Fiumi sita in Piazza Navona.

Il circo, invece, con molta probabilità non venne mai inaugurato a causa della improvvisa morte dell'imperatore.



Attualmente, pur essendo in stato di rovina, il circo massenziano è il circo romano meglio conservato tra quelli giunti fino a noi. Le torri dei carceres, le mura di cinta e la spina, tra mille difficoltà (non ultima l'incuria che i tempi moderni hanno riservato a queste strutture) ci hanno portato attraverso i secoli un'importante testimonianza dell'imperatore Massenzio, che in qualche modo, ha saputo essere più forte della damnatio memoriae di costantiniano brand.  



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