IL TEMPIO DI MINERVA MEDICA




In occasione delle giornate europee del patrimonio, ho avuto il piacere di visitare il cosiddetto Tempio di Minerva Medica.
L'imponente costruzione risale probabilmente all'inizio del IV secolo d.C. e non rivestiva la funzione di tempio o di complesso termale, come per secoli si è erroneamente ritenuto. Dagli studi più recenti si è ipotizzato che l'edificio potesse svolgere una funzione di grande sala di rappresentanza all'interno di un complesso più vasto, forse connesso con le proprietà imperiali di Massenzio o più probabilmente di Costantino, come potrebbe suggerire lo stile orientale della costruzione.


La pianta dell'edificio è decagonale e su nove dei lati si aprivano delle nicchie in cui erano inserite delle sculture. La cupola, in gran parte crollata nel 1828, era tra le più imponenti di Roma. Sopra gli arconi delle nicchie si trova il tamburo decagono con i contrafforti angolari e dieci finestroni da cui passava la luce. L'apparato decorativo della cupola era probabilmente composto da mosaici mentre, per quanto riguarda i pavimenti, si suppone un'alternanza tra mosaico e marmi in opus sectile.
La caratteristica principale del Tempio di Minerva Medica consiste però nell'impercettibile passaggio, tramite dei pilastri, dal tamburo decagonale alla cupola. Uno slancio architettonico che, nei secoli successivi sarà studiato da molti grandi della nostra arte come il Sangallo, il Peruzzi, il Palladio, Pirro Ligorio e Piranesi. Ad esempio non sarebbe improbabile una connessione tra il Tempio e la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze dal momento che la cupola venne minuziosamente studiata anche dal Brunelleschi.


Dal V secolo il Tempio di Minerva Medica rimase in stato di abbandono come una isolata presenza monumentale nella campagna. Oggi si ritrova costretto tra le strutture ferroviarie attigue alla Stazione Termini e i palazzi di Via Giolitti che purtroppo tendono a minimizzarne la presenza.
Rodolfo Lanciani, a fine Ottocento, ipotizzò che lo stretto rapporto nominale tra l'edificio e la dea Minerva prese corpo a partire dal XVII secolo dopo il ritrovamento in quell'area della statua di Minerva con ai piedi un serpente (animale sacro ad Esculapio e connesso quindi con la medicina). Tuttavia Pirro Ligorio, che studiò a fondo il monumento nel XVI secolo, utilizzava già tale denominazione rifacendosi forse alle voci di una tradizionale presenza di un tempio dedicato a Minerva o al rinvenimento di alcuni corredi votivi in onore della stessa dea, avvenuti nell'area della via Labicana.






Il contesto del Tempio di Minerva Medica nel tessuto urbano di oggi

... e in quello, decisamente più bucolico, di metà Ottocento

La pianta dell'edificio
E una ideale ricostruzione - da romanoimpero.com
Spaccato della cupola del Brunelleschi di Santa Maria del Fiore (Firenze). E'storicamente accertato che l'architetto fiorentino studiò dettagliatamente le forme della cupola del Tempio di Minerva Medica. 
Il tempio, con la cupola ancora parzialmente integra, nella famosa incisione di Piranesi


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